25.3.13

rosa (non) è femmina

Il tema del Blog Tank del mese di marzo di Donna Moderna Bambino propone un tema che mi sta molto a cuore: il rosa è femmina? Per me è no, e vi spiego perchè.

Sono mamma di un maschio e di una femmina.
Ma prima di tutto sono una femmina io, figlia di una donna che non mi ha mai vestita di rosa. Certo negli anni settanta non si usava. Negli anni settanta una bambina era una bambina, non una femmina.  E per avere la controprova guardate le foto di quando eravate piccole, se avete superato i 35 anni: jeans, magliette rosse o blu, scarpe da ginnastica e certo non scarpe coi tacchi come ho visto (inorridendo) in alcune vetrine di negozi per l'infanzia.

Date un'occhiata alle foto che ho trovato in alcune riviste di fine anni '70: bambine e bambini vestiti degli stessi colori, senza far distinzione tra maschi e femmine:





Ora invece maschi e femmine sono maschi e femmine dalla nascita, l'ha deciso il marketing e noi tutti dietro, credendo un po' ingenuamente che sia giusto, e forse lo è, ma fino a che punto?
Perchè si dà il caso che tutto questo vada a svantaggio delle bambine, nate con la vocazione a pulire casa, a cucinare (non a fare le cuoche, per quello ci sono già i maschi), a essere belle a ogni costo. L'apartheid dei giochi inizia dai volantini delle offerte dei giocattoli, continua nei negozi divisi rigorosamente in reparti per maschietti e femminucce, trova la sua apoteosi in camerette rosa confetto per le bambine e adorne di dinosauri e altri esseri col grugno nelle camerette dei loro fratellini.
Il rosa è considerato il colore delle femmine, ma azzurro non è il colore dei maschi, ai quali stando ai pubblicitari e ai media si addicono tutti i colori, tutti tranne uno.

Ma il rosa è solo un colore. Non facciamone un mezzo per ghettizzare le nostre figlie. Non diciamo loro che il loro mondo è solo rosa, perchè è una menzogna: loro non diventeranno principesse, non saranno belle per sempre e non sarà la bellezza l'unica loro virtù. E se non sognano un mocio nuovo per Natale ma un telescopio come i loro cugini tanto meglio.
Le nostre figlie saranno qualsiasi cosa decidano di essere, che ci piaccia o no.
Le nostre figlie nascono in un paese che fa dell'uguaglianza tra i sessi uno dei primi punti della sua meravigliosa e maltrattata costituzione.

Liberiamo i nostri figli dalle gabbie strette e anacronistiche del colore. Abbiamo superato quella del bianco e nero, non vogliamo rifugiarci in quella non meno assurda del rosa e del non rosa.

Io coi miei figli ce la sto mettendo tutta. Sono maschio e femmina, sono facilitata in questo rispetto alle mamme di sole femmine o soli maschi. Ma a mio figlio non ho mai impedito di giocare con le bambole, nemmeno prima che nascesse la sua sorellina. A mia figlia non mi sognerei mai di dire che non deve giocare con le macchinine. Gli unici indumenti rosa che ha sono quelli che mi hanno passato le mie amiche o che le sono stati regalati.

A casa nostra facciamo restistenza sulla questione di genere, per noi è una questione fondamentale.
Il mocio lo usa il papà e la mamma torna tardi la sera, per dirne una.
Gli stereotipi non ci assomigliano.
La vita è troppo breve e troppo bella per essere di un colore solo.





2 commenti:

  1. Bel post, brava. Uno dei più sensati del Blog Tank. Interessantissime le foto anni '70, alle volte basta poco per ricordarci come tante cose che diamo per scontate lo sono solo nel nostro piccolo mondo.

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    1. grazie! Credo che le foto degli anni '70 spieghino di come siamo cambiati molto più di tante parole. Purtroppo non siamo cambiati in meglio.

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