20.10.17

NIENTE




Mi capita a volte di leggere libri che non riesco a definire, non so decidermi se mi siano piaciuti oppure no. Niente di Jeanne Teller è uno di questi.
L'ho letto su segnalazione di una bibliotecaria della mia città, la quale si chiedeva se fosse sensato proporlo agli adolescenti come indicato in alcuni siti e riviste.

Niente è ambientato in Danimarca nel nostro secolo, vi si racconta di un ragazzino che si arrampica su un albero e decide di non scendere perchè niente ha senso. I suoi compagni dapprima lo esortano a scendere, lo sbeffeggiano, lo irridono. Poi decidono di accettare la sfida di trovare un senso alla vita, e lo fanno mettendo su una catasta quello che di volta in volta viene ritenuto dai compagni il senso per la vita di ciascuno. Ogni ragazzino chiede all'altro di sacrificare qualcosa che simboleggi il "senso", in un'escalation di richieste che degenera fino a una conclusione che non dirò qui.

La violenza fisica e psicologica che descrive questo breve romanzo è di grande impatto. Per quanto leggiamo pressochè ogni giorno di adolescenti bulli, di sparatorie nelle scuole e altri eventi non meno gravi, la rete di crudeltà sottili e manifeste che queste pagine ci propongono non possono lasciarci indifferenti.
Non si salva niente in questo romanzo: la patria, la religione, l'innocenza, la famiglia, l'amore per gli animali, il rispetto per i defunti... non un solo valore sopravvive. Nemmeno il rispetto tra simili, tra coetanei.




I ragazzini hanno bisogno di certezze, ma in una società in cui gli adulti sono presenti come portatori di regole facilmente aggirabili, di voyerismo, di consumismo, le risposte non vengono nè dalla scuola nè dalla famiglia. Da dove vengono allora le risposte ai grandi perchè della vita che mai come nell'adolescenza è lecito e naturale porsi?
Non è data in questo romanzo una risposta, o forse è data, nel finale. Ma non sono convinta che ci piacerebbe saperla.

Questo romanzo offre un ottimo punto di partenza per ragionare sui quesiti che la filosofia e la letteratura in vario modo hanno proposto nei secoli. Ultimanente ci si interroga poco su chi siamo, sul valore che diamo a quello che facciamo, ma non è detto che per gli adolescenti sia lo stesso. Ed è nel bisogno dei giovani di avere risposte che ravvedo l'unico raggio di sole nel buio di violenza e nichilismo di questo romanzo. I giovani vogliono sapere. E in tutto questo, noi adulti dove siamo? Ci siamo ancora? Se mi dovessi rispondere oggi non credo sarei felice di sapere la mia risposta.


Niente
di Jeanne Teller
traduzione di Maria Valeria D'Avino
Feltrinelli ed.











 (Questo post partecipa al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma)

2 commenti:

  1. Bhè, grazie della segnalazione. E'un libro molto forte che per ora non metterò in lista. Magari in futuro...

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    1. E' davvero molto forte. Non sono sicura che lo consiglierei, mi ha turbata parecchio.

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